martedì 17 gennaio 2012

Intervista a Fabrizio Frosio Presidente del P.D.A. (Partito delle Aziende)


Stamane  ho avuto il piacere di realizzare un’intervista telefonica con Fabrizio Frosio Presidente del  P.D.A. (Partito delle Aziende) piccole e medie imprese. Sono stati affrontati diversi temi anche in occasione della prossima manifestazione che si terrà a Roma a Piazza Monte Citorio il 19 gennaio prossimo dalle ore 08:00. Vi consiglio vivamente di leggerla perché offre dei notevoli spunti di riflessione. Grazie anticipatamente a tutti voi.

Come nasce il partito?
“Il partito delle aziende nasce dall’idea di due imprenditori, un bresciano ed un veronese, che capiscono l’esigenza di una rappresentanza diretta della piccola azienda, quella fatta da persone e non da multinazionali all’interno del Parlamento, perciò creano un progetto politico e non un’associazione di categoria che ha come unico obiettivo la presentazione di una propria lista alle prossime elezioni nazionali del 2013.” 

Come definisce lo stato attuale delle imprese medio-piccole?
“Uno stato disastroso. La percentuale dei fallimenti è cresciuta del 68% proprio nella PMI (Piccola Media Impresa).Tutte le direttive provenienti dall’Europa, dove esiste una grande rappresentanza di grossi gruppi e multinazionali, hanno inciso negativamente gravando sulle piccole e medie imprese, nonché su famiglie e lavoratori. La grande pressione fiscale, i continui adempimenti, anche legislativi, che gravano sulle imprese medio-piccole, che non hanno delle adeguate strutture per supportarli, hanno notevolmente influito sulle condizioni attuali delle stesse. La crisi ha completato l’opera. Il risultato è questo.”

In tema di evasione fiscale il blitz di Cortina ha lasciato o no degli strascichi?
“Certo. L’operazione compiuta, oltre ad essere stata di tipo mediatico è stata compiuta contro delle strutture e delle persone che non possono essere definite imprenditori, poiché l’imprenditore vive del proprio lavoro, cioè fa per creare; questi non hanno creato niente se non un giro di fatture false o grandi bufale finanziarie atte a tirar su dei guadagni a scopo proprio; noi invece puntiamo ad un’azienda che curi anche la parte sociale, cioè creare lavoro e posti di lavoro che possano far star bene non solo le aziende ma anche i propri dipendenti. In tal senso abbiamo tra i nostri programmi quello di incentivare le imprese nel dividere parte degli utili con i dipendenti in modo da creare un legame indissolubile che già esiste nella piccola azienda.”

Come vedete l’applicazione del cosiddetto “contratto di solidarietà”?
“Va migliorato perché ci sono delle strategie migliori da mettere in campo. Noi abbiamo proposto addirittura una sorta di SPA senza azioni fatta dalla piccola impresa. Cioè imprenditore e dipendenti che siano padroni della stessa azienda con quote diverse che possano creare anche un indotto ripartendosi sia il bene e il male dell’azienda. Potrebbe essere la soluzione a tutti i problemi italiani. In tal senso sono stati effettuati dei test molto positivi che hanno visto addirittura ex dipendenti diventare imprenditori. Il caso Luxottica, per esempio, ha fatto scalpore per via di  una serie di accordi creati tra imprenditore e dipendenti. Questo nella piccola azienda avviene ogni giorno, ma non suscita grandi clamori evidentemente. Vede l’azienda, in realtà, è una piccola famiglia dove ambedue le figure (imprenditore e dipendenti) hanno gli stessi problemi e le stesse necessità.”

Cosa le piccole e medie imprese ritengono oggi inaccettabile in merito ai provvedimenti attuati dal governo?
“Troviamo ingiusto che a dover pagare siano nuovamente famiglie e aziende piccole e non sia mai la grande industria e le banche né il governo. Perché questo governo ha saputo fare una grande razzìa mettendo tante tasse, ma non è stato capace di fare i tagli che doveva fare. Era necessario fare quello. Il problema dell’Italia non è la crisi o la mancanza di lavoro, quello è un fattore straordinario.  Il problema del nostro paese è che stiamo subendo da anni l’incancrimento di un sistema talmente pesante che non più essere più retto. Allora una miriade di enti inutili andrebbero tagliati, così come avvenuto, ad esempio, in Germania in soli tre giorni e non in tre mesi.”

Sul tema liberalizzazioni voi ritenete favorevole questo tipo di apertura da parte del governo?
“Le liberalizzazioni sono un bene che bisogna sfruttare che più mercato c’è più c’è concorrenza e più servizi si danno alle persone a costi giusti e proporzionati. Certo i beni primari, come l’acqua e la sanità non vanno di certo privatizzati. Consideri che siamo l’unico Stato che ogni qualvolta si parla di liberalizzare, dai più viene inteso come un attacco nei confronti del gruppetto o lobby. Bisogna superare questi ostacoli se vogliamo diventare un paese aperto alla globalizzazione.”

Ritenete sia prioritario agire dapprima sul tema della defiscalizzazione delle imprese oppure su una riforma strutturale in tema di lavoro?
“Sono ambedue legate da un filo conduttore che fatta una e non fatta l’altra non danno la soluzione ai problemi. Perciò è da attuare nello stesso momento sia la defiscalizzazione sia il cambiamento del mercato del lavoro che non può rimanere ancorato a principi nati degli anni 70. La società si è evoluta il mercato si è evoluto è tutto totalmente diverso, globalizzato. Non possiamo ancora avere il famoso art. 18 il quale sostiene che le imprese sopra i 15 dipendenti diventano industrie e cambia tutto. Logico che un imprenditore ha più convenienza ad aprire cinque società piccole che una grande. Basterebbe mantenere in vita il principio dell’art. 8 che riguarda la tutela del dipendente su cui nessuno può sindacare. Allora se vogliamo modificare qualcosa cambiamo i parametri. Portiamo i dipendenti da 15 a 50 persone in modo tale che l’azienda abbia una struttura più solida e più aperta così da essere in grado di affrontare anche un mercato internazionale, cosa che un’azienda piccola di 8 dipendenti non può fare se non associata in rete.”     

Sarebbe possibile una sorta di cooperazione tra le imprese pubbliche e private?
“Sarebbe ottimale la cosa ma bisognerebbe cambiare il Sistema Italia che risulta essere talmente corrotto e talmente inquinato da infiltrazioni mafiose e quant’altro da impedire qualsiasi operazione in tal senso.”

E’ condivisibile la politica di Marchionne? 
“Chiaramente essendo un Manager può agire come vuole, senza farsi scrupoli poiché non gestisce soldi propri può agire in piena autonomia. Egli, in definitiva fa il proprio lavoro. La colpa non è di Marchionne ma della proprietà FIAT. Fermo restando che sono contrario a finanziare un’azienda che definire italiana risulta essere un paradosso e che, soprattutto ha ricevuto tantissimo in questi anni.”

Per quanto concerne lo snellimento della burocrazia legata alle imprese è stato fatto qualche passo avanti?
“Hanno avuto la bella trovata di creare uno statuto delle imprese che, in realtà, non serve a niente. In sostanza tutto fermo.”

In tema di investimenti destinati alle imprese, come risulta essere il quadro attuale?
“Nel momento attuale incide al 100%. La maggior parte delle aziende chiudono proprio perché non possiedono più i parametri sufficienti ad ottenere del credito. Perciò se facciamo riferimento a banche che hanno incassato la bellezza di 500 miliardi di euro dalla Comunità Europea per risanare i propri conti invece di metterli a disposizione delle aziende che hanno bisogno parliamo di un gravissimo danno a livello globale.

La manifestazione di giovedì 19 gennaio a Piazza Monte Citorio in Roma perché nasce? Cosa si prefigge e cosa chiedete principalmente al governo?
“La manifestazione nasce per fare un’azione di protesta verso le istituzioni: bancarie, l’Agenzia delle Entrate, Equitalia, e anche il Governo Monti che rappresenta proprio queste istituzioni. Contro la spregiudicatezza e la non tolleranza di fatti che sono abissali. Ci sono stati la bellezza di 1500 suicidi negli ultimi 5 anni di cui la maggior parte dipendenti ed imprenditori. Andiamo a fare una manifestazione di solidarietà per le famiglie di questi imprenditori e dipendenti e di protesta contro chi non ha saputo dare una risposta almeno morale verso un problema che è sociale. Non è più un problema di benessere né economico, ma un problema prettamente sociale. Manca la politica che dia delle risposte.”

Possedete una sorta di “ricetta” che possa guarire il Paese da questo diffuso malessere?
“Noi abbiamo tre valide proposte:
01)   stop alle esecuzioni di Equitalia almeno per 1 anno;
02)   entrata subito nei tavoli di trattativa del governo da parte di strutture come la nostra che rappresentino la piccola-media impresa;
03)   introduzione di agevolazioni per l’accesso al credito rivolte alle piccole e medie imprese.
Le imprese medio piccole costituiscono l’85% sul totale delle imprese italiane esistenti.
A livello politico manca una rappresentanza di tutte queste imprese, ed il nostro obiettivo è proprio quello di dar voce alle stesse nei tavoli delle trattative.”

Quali sono le risposte che vi aspettate a seguito della manifestazione?
“Non ci aspettiamo molto. Ma è proprio questa ragione che ci spinge a lottare ulteriormente e a non mollare. Abbiamo un chiaro obiettivo. Non stiamo avendo risposte dal governo. Però stiamo ricevendo risposte da imprenditori e gente comune che comprende che rappresentiamo una novità nel panorama italiano. Un’idea sana che non nasce da un’ideologia ma da una necessità reale, quella della sopravvivenza. Siamo un corpo politico che vuole essere partecipe alle decisioni prese nella stanza dei bottoni.”

Con questa manifestazione intendete smuovere anche la coscienza del popolo e non solo degli imprenditori?
“Certamente. Questo non è ripeto un problema economico, bensì sociale. Il problema non è rivolto all’azienda ma alla famiglia italiana nel suo complesso.”

Vi aspettate quindi una buona adesione?
“Ne siamo certi. Anche se non sono i numeri che contano ma la qualità del  prodotto.”

Infine un appello alle persone. Perché dovrebbero partecipare alla vostra manifestazione?
“Perché è ora di finirla. Occorre partecipare per tutelare i propri diritti e per farlo bisogna portare la propria presenza in piazza. L’equazione azienda = famiglia in Italia è una realtà. Essa non è dissolubile.”


LA METAMORFOSI DEL LAVORO


Oggi più che mai il lavoro ha subito una forte trasformazione dovuta ad alcuni fattori predominanti. Il primo fattore  riguarda l’andamento economico sicuramente sfavorevole, il secondo, per effetto del primo basa il lavoro esclusivamente sulle proprie qualità personali, e quindi, sulle risorse umane. Il denaro non subisce alcun incremento e rimane stazionario, per cui si tratta di distribuire meglio lo stesso. Per far ciò, coloro che operano con determinazione e volontà, talora in modo scorretto, sottraggono quella fetta di denaro che proveniva da utenti, aziende e consumatori e che era destinato ad imprese medio-grandi operanti in svariati settori: dalla produzione di beni, alla distribuzione di servizi. Attività che si pongono tale obiettivo fanno spesso riferimento a: call center, agenti di commercio, rappresentanti ed altre figure affini. Oggi più che mai chi possiede il dono della comunicazione, della gestualità con maggior facilità trova inserimento in tali attività che sono quindi prettamente meritocratiche, anche se, spesso mal pagate. Per effetto di dette considerazioni Il lavoro a tempo indeterminato non esiste più. Il lavoro sicuro e sulle scrivanie è roba riservata a coloro che hanno avuto la fortuna di accaparrarselo. Da una parte questo può essere positivo, poiché tende a valorizzare coloro che hanno voglia di mettersi in gioco, dall’altra richiede da parte di coloro che sono in cerca di un lavoro una forte determinazione ed una volontà senza eguali. Nessuno regala niente a nessuno e la flessibilità, spesso coincide con una lotta clandestina ed una guerra tra poveri. Questo ambito viene riservato ad aziende, lavoratori ed utenti finali. Dove entra in gioco lo Stato? Il governo italiano, in rappresentanza del popolo italico, a mio avviso, dovrebbe avere il compito di far si che il denaro in circolo venga incrementato attraverso delle politiche legate al contrasto sull’evasione fiscale, ma soprattutto, attraverso la costituzione di imprese pubbliche, anche a partecipazione privata, atte ad assorbire manovalanza. Lo spirito con il quale il governo dovrebbe agire è quello di un esecutivo che guardi alla concorrenza globale. E cioè l’Italia dovrebbe entrare in concorrenza con gli altri paesi europei ed extraeuropei. Non basta più guardare nel proprio orticello. D’accordo bisogna dapprima soddisfare il mercato interno, ma se l’esecutivo vuole creare nuovi posti di lavoro deve mettersi in gioco rivolgendo la propria attenzione al mercato globale. Occorrono nuovi investimenti ed investitori che, attratti da una corretta politica del credito e da tutele giudiziali siano pronti a scommettere sull’Italia. La nostra nazione è piena di imprenditori cinesi, perché non sfruttarne le potenzialità girandole a nostro favore, proponendo loro dei piani appetibili ad esempio? Il mercato italiano è gessato per via di “malanni” storici. Caste, corporazioni, lobby, associazioni, andrebbero abolite lasciando spazio alla meritocrazia e alle persone capaci. 


domenica 25 dicembre 2011

CUSCIENZA LODDA (poesia in messinese)

A MANU PA CUSCIENZA SANNA PASSARI CHI
DILL'ITALIA VOLI LU MALI.
A MUFFUTTUNI L'ANNA PIGLIARI
CU NON CANCIA I COSI E NU GRAN MAIALI.
A GENTI NON PO MORIRI I FAMI
PI 'CUPPA I STI FITENTI
CHI DI SOCIETA' NON SANNU NENTI.
QUANNU FINAMMENTI A GENTI SCINNI PI STRADA
E A CUMMINARU LODDA E 'NSIVATA
SULU ALLURA SI PIGGHIUNU INSUTTI A SCUTULATA.
I POVERI VECCHIAREDDI CHI NON CIA FANNU 'CHIU
'CU NA PINSIONI
CHI IONNU PI IONNU MORI.
PASSATIVI A MANU PI LA CUSCIENZA
VUI ARRAFFUNI PARLAMENTARI
SITI SULU BONI MI VI GUANTATI LI VOSTRI DI AFFARI.
E COMU LI STIPENDI VI AUMINTATI
E NOI RUVINATI E CUNSUMATI.
VEGGOGNA VEGGOGNA PI VUI AUTRI
CHI PIMMITTITI STI TEATRI.
AH QUANNU UN IONNU VI CACATI I SUTTA
NON PUTITI CHIU' GIUCARI A PATRUNI E SUTTA.
POI SI CHI SUTTA STATI VUI
E ALLURA NON VA PIGGHIATI CU' NUI,
MA 'CA VOSTRA CUSCIENZA LODDA
CHI UNNI VI GIRATI GIRATI SI SPOCCA.
A VUI NON VI AUGURU NU BONU NATALI
MA LU PANITTUNI NTA ULA V'AVA 'NGHIUMMARI.

sabato 17 dicembre 2011

SEGUIRE IL MODELLO TEDESCO

Il modello tedesco è fondato, prima che sui sacrifici sul credo. Esso rappresenta un popolo determinato nelle proprie azioni e, soprattutto, convinto in quel che fa. La fermezza della Merkel ha una ragione di coerenza. Potrà risultare a volte sbagliata, ma coerente. Il popolo tedesco è uscito dalla crisi sei anni fa, quando si è autoimposto dei sacrifici enormi. Tutto ciò ha portato ad una maggiore produzione, e quindi, la conseguente crescita del PIL. Se, allo stato attuale, conserva una posizione dominante, ciò è dovuto a come ha seminato in passato e non può essere criticata per ciò che ha costruito (tengo fuori l'apparato bancario). Ora, da ignorante in materia, ritengo che la Germania debba rappresentare un modello da seguire per quel che concerne volontà, legalità e coerenza. Sono certo che i suoi parlamentari siano ben diversi dai nostri. Lì si dimettono per una caramella. L'altro giorno seguivo la trasmissione della Gruber su LA7. A litigare due parlamentari: una europea, l'altro italiano. Ebbene, l'italiano contestava alla collega italiana, facente parte del Parlamento Europeo determinate indennità giustificando le proprie. Atteggiamento quantomai sbagliato. Piuttosto che parlare occorre agire. Sono i fatti a testimoniare una personale volontà. Tagliare il proprio stipendio credo sia un dovere per ogni parlamentare, sia esso italiano o europeo. I fatti rappresentano l'unico bigliettino da visita da prendere in considerazione. Tutto il resto non conta ed è aria fritta.
Per cui i sacrifici bisogna farli, ma occorre essere coerenti con se stessi e con gli altri. Guardiamo all'esempio tedesco, non perchè ci stia simpatico, ma perchè ha fatto storia. Il futuro si è espresso e lo ha fatto in modo positivo sentenziando una crescita per quel paese. Perchè non prenderlo a esempio? Perchè non trarre spunto da una lezione di ordine e di civiltà intellettuale?

NON E' MAI FINITA, LA NOSTRA CASA SIAMO NOI

Voglio ringraziare sentitamente gli amici di RISINGTASTE per gli attestati di stima e per l'offerta rivoltami. Tengo a precisare che il mio blog non vuole essere un'attrattiva di denaro o di favori, bensì uno strumento di divulgazione limitato alle mie idee, giuste o sbagliate che siano. Fermo restando che ho gradito tantissimo la loro mail, così come quella di Eva e che questo mi spinge a fare sempre di più e meglio. Permettetemi però di sentirmi vicino a tutti coloro i quali soffrono per via della mancanza di un lavoro. La loro dignità, risulta, per effetto di questa grave carenza, ferita. Ma, invito tutti coloro i quali reagiscono con l'immobilismo a reagire e a sfidare se stessi. Accettate anche quei lavori che non vi piacciono, anche quelli che ritenete a torto di non saper affrontare. Anche quelli che remunerativamente parlando sono mal retribuiti. Dimostrate a voi stessi che nulla è impossibile. Vincendo questa sfida vi sentirete più forti e sarete pronti a fare vostro il lavoro dei sogni, quello in cui la libertà prevale sulla necessità. In bocca al lupo a tutti voi (me compreso).

UN'IDEA PER LO SVILUPPO

Una tassa patrimoniale di almeno 10 miliardi operata sui capitali depositati e dormienti che fosse destinata esclusivamente a due operazioni:

01) 15% di tale somma da destinare a persone anziane con a carico almeno un disoccupato, sia esso ragazzo padre e non. A comprova di detta situazione lo stato di famiglia ed eventuali scontrini fiscali con apposto il codice fiscale della persona che si ha a carico;

02) La rimanente somma dell’85% da destinare a nuove attività produttive, studiate da grandi economisti nazionali di comprovata esperienza e successo. Per fornire un supporto alle singole economie territoriali carenti di PIL, verrebbero assunti tanti disoccupati con a carico coniugi e/o figli dell’area di residenza dei fornitori di capitali (qualora essi risiedessero nelle zone depresse del Paese) sottratti loro secondo apposite normative fiscali in percentuale all’intero ammontare della somma recuperata. Coloro i quali apporteranno i capitali, se lo vorranno, potranno aggiungere un surplus in denaro sul quale poi verrà riconosciuto un dividendo sugli utili realizzati. I locali pubblici improduttivi e/o sequestrati alla mafia verrebbero messi a completa disposizione dei piani di sviluppo. Il compenso ai disoccupati neo dipendenti verrebbe elargito secondo i compiti svolti in modo del tutto meritocratico (maggiore produttività, maggior compenso).
I controlli relativi alle persone a carico sarebbero particolarmente serrati e oculati, onde evitare elargizioni sperequate non dovute, con sanzioni particolarmente gravose a carico di eventuali falsi dichiaranti. Particolare attenzione verrebbe rivolta alle dichiarazioni ISEE, con eventuali approfondimenti patrimoniali.

domenica 11 dicembre 2011

Mi rivolgo a te che sei parlamentare

"Perchè il popolo italiano deve fare sacrifici. Perchè l'Italia deve capire che deve rimboccarsi le maniche." Noi si, voi no. Per la serie, quando l'equità è in realtà iniqua. Parlo con te si. Tu che sei un politico. Tu che puoi permetterti tutto: vacanze ai Caraibi, mignotte e trans, Yatch lussuosi, feste e festini, appartamenti e attici di lusso, nonchè SUV e quant'altro. Mi fermo qui perchè la lista è lunghissima e le mani mi fanno male. Ma ci pensi? Rivolta in Parlamento perchè vuoi che noi italiani continuiamo a contribuire al mantenimento della tua vita agiata. Non credi che saremmo masochisti e complici delle tue angherie unite a quelle degli altri? Non credi che da parte tua e dei tuoi compari sarebbe, quantomeno, un gesto di equità fare delle "rinunce"? Lascia perdere il fatto che nel computo del pil nazionale sarebbe poco influente il gesto tuo e dei tuoi colleghi. Si tratta di mandare un segnale di coerenza ai tuoi concittadini, nonchè tuoi elettori. Invece, tu che fai? ti incazzi! Qui caro amico parlamentare ad incazzarci dovremmo essere noi italiani. Qui ad incazzarsi dovrebbero essere tutti quegli anziani che vanno avanti con 500 euro al mese. Tanti soldi vero? Già, spendono troppo e pretendono pure di mangiare e di curarsi! No, scusami hai ragione tu, forse chiedono troppo. E ringrazia Dio che siamo persone civili e, forse, fin troppo comprensive, altrimenti ti manderei a svolgere il tuo "lavoro" nei paesi arabi e mediorientali. Voglio vedere come alzi la voce lì. E lo so avresti paura, tanta paura. Allora sii bravo tu e tutti gli altri. Comincia a rinunciare a tutti i tuoi privilegi. Mettiti al servizio della gente e vedrai come le cose cambieranno in meglio. Ti dico di più, io al tuo posto sarei felice di rinunciare a parte della mia paga per aiutare la mia gente. Ne sarei orgoglioso, e soprattutto, sarei coerente e con la mia coscienza pulita. Si lo so, parlare di "coscienza" risulta essere pesante per te e per gli altri. La cosa da molto fastidio. Ma che vuoi farci? Io nel mio piccolo, e parlo per la stragrande maggioranza degli italiani che si fanno il mazzo, credo di averla. A me al contrario di te, da molto fastidio invece non averla. Avere la coscienza sporca amico mio non è una bella cosa. Allora comincia a metterla in lavatrice, e se vuoi, aggiungi un po di candeggina e di ammorbidente così che venga fuori pulita. 

Ringraziamenti


Con molto piacere accolgo gli attestati di stima di Eva Alberti, collaboratrice presso la società “Jooble”, della quale pubblico integralmente la mail, nella speranza che anche il suo lavoro possa contribuire fattivamente alla costruzione di un’Italia migliore per i giovani e non solo. Desidero ringraziarla per aver dedicato del tempo alla lettura dei miei articoli e, per aver letto (tra le righe) il vero significato degli stessi, aldilà delle semplici parole. Mi sembrava giusto darle risalto, anche per aiutarla nel proprio compito. Grazie per l’attenzione a tutti voi. Di seguito la mail.

“Ciao!

Volevo solo ringraziarti per questo blog ottimo senonlavoro.blogspot.com.

Voglio ringraziarti per il blog meraviglioso. Ho letto il primo post "SARO' UN ANELLO" e dopo di questo ho trascorso con un gran piacere un ora sul tuo blog :) Tutto è scritto correttamente, è interessante e di facile lettura. Mi è piaciuto molto il tuo post "Il precariato senza garanzie".

Io lavoro nella società Jooble, aggreghiamo le offerte dei posti vacanti in tutto il mondo. Il mio lavoro è quello di convincere i blogger di collocare i link al nostro sito. A me piace molto il mio lavoro. Abbiamo un team amichevole e una buona direzione, ma purtroppo io non ho idea come convincere un blogger di inserire il link ad noi, ed ho paura che mi possono licenziare per questo motivo :( Ed anche adesso, invece di inviare mila delle lettere su blog diversi, stavo leggendo il tuo blog. A dire il vero, non sono proprio sicura che il link sul nostro sito "Italy" "jooble-it.com", sarà opportuno per il tuo blog, ma se lo conti possibile - ti mando un enorme GRAZIE!!! Il nostro sito è davvero bello, aiuta di grande a trovare il lavoro. Ti auguro una buona giornata! Grazie ancora per il blog interessante. Scrivi di più!”

domenica 23 ottobre 2011

SARO' UN ANELLO

CATENA UMANA INTORNO AL COLOSSEO




Una forma di manifestazione pacifica per protestare contro il malgoverno, il signoraggio bancario e monetario, a sostegno della democrazia reale.
Più di 600 manifestanti si legheranno, mano  nella mano, avvolgendo il Colosseo, monumento storico ed emblema di Roma. La partecipazione fattiva delle persone viene ritenuta fondamentale, anche per fugare qualsiasi dubbio sulla natura pacifista degli Indignati italiani, in virtù dei fatti accaduti il 15 ottobre scorso.
L’evento, che si svolgerà il 4 dicembre prossimo, riveste un significato non solo simbolico, ma pratico. Anticipa di qualche giorno la commemorazione del 10 dicembre in cui ricorre il 63° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani in Italia e nel mondo, in cui si afferma la garanzia del primato della persona e della sua dignità su basi concrete di libertà ed uguaglianza.  
Obiettivo questo da raggiungere quanto prima, data la continua devastazione operata dai governi del mondo nei confronti di cittadini i quali rivendicano il rispetto dei propri diritti negando categoricamente lo status di privilegi che spettano soltanto a pochi eletti.
L’evento sarà corredato da azioni collaterali pacifiche, ancora da stabilire, e si ripeterà in altre città italiane presso palazzi o monumenti storici rappresentativi.
Gli eventi hanno scopo sperimentale, in attesa di formare un unico evento che vedrà il coinvolgimento dell’intera nazione da nord a sud. Un’immensa catena umana lunga 1200 km che vedrà il coinvolgimento di un milione e mezzo di italiani. La catena si terrà il prossimo anno nel mese di maggio.
Su facebook è stata creata una apposita pagina dove sarà possibile aderire alla manifestazione del 4 dicembre, indicando nome e cognome. Si raccomanda a tutti il rispetto dell'impegno preso onde scongiurarne la mancata riuscita. Verrà anche allestito un sistema di controllo interno, onde evitare eventuali intrusioni esterne. In tal senso è richiesto un estremo atto di sensibilità e collaborazione da parte di tutti i presenti. In ogni caso daremo continui aggiornamenti sul numero di partecipanti e delle news su manifestazioni collaterali. Di seguito il link della pagina su facebook:


venerdì 21 ottobre 2011

Il precariato senza garanzie

Lavorare 8 ore al giorno per 400 euro al mese non è certo il massimo della vita. Eppure, con i tempi che corrono tutto fa brodo. La cosa sconvolgente è che non esistono tutele giuridiche atte a salvaguardare il giorno di assenza in caso di malattia. Chiunque sia in possesso di un contratto a progetto, qualora dovesse mancare poichè febbricitante o a causa di un funesto fenomeno naturale, vedrebbe il proprio stipendio decurtato di un giorno lavorativo. Per cui, ragazzi, qualora vi accadesse un qualsiasi evento indipendente dalla vostra volontà, fate un mea culpa perchè tanto sarà esclusivamente colpa vostra e come tale verrete puniti. Assurdità tutta italiana, quella di non prevedere, inoltre, alcun ammortizzatore sociale per chi vive in prospettiva di una eventuale perdita del posto di lavoro. Contratti in scadenza a: 1, 3, 4 mesi non presentano alcuna tutela per il futuro. Se hai perso il tuo impiego sono affari tuoi, anzi, peggio per te che non hai trovato di meglio da fare. Potevi andartene in giro a cazzeggiare, invece, di sbuffare soltanto perchè hai un contratto che ti lascia soggetto a tutte le "intemperie" della società. Ma chi ti porta a cercarti un lavoro???, non hai pensieri per la testa evidentemente! E allora, quando ci sono ragazzi disposti anche alle sfide, a lavorare soltanto a provvigioni, senza alcuna tutela previdenziale, e che, nonostante tutto, si tuffano in una nuova avventura cosa dire???. Bravi o fessi??? Io opto decisamente per la prima. Ritengo decisamente ingiusta e disumana la struttura dei contratti a progetto. Purtroppo, però, occorre accontentarsi e, oggi come oggi, diventa impossibile pretendere di più. Ciò non giustifica, in ogni caso, una forma contrattuale che va decisamente contro il lavoratore, il quale deve affrontare quotidianamente condizioni avverse. Il fucile gli viene puntato contro implacabile: o produci o vai a casa. Mi piacerebbe vedere tanti politici con il contratto a progetto, forse le cose in Italia cambierebbero. O produci leggi valide e sei al servizio del Paese o sei fuori. Guardando l'altro lato della medaglia, meglio poco che niente!. Per cui, in definitiva se vuoi lavorare il lavoro c'è. Sfida te stesso ed il futuro; spogliati di qualsiasi diritto conquistato negli anni e prega il Signore che il contratto ti venga rinnovato. In bocca al lupo a tutti i ragazzi che accettano di sfidare se stessi tenendo duro accontentandosi di quel poco per sopravvivere.

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