domenica 25 dicembre 2011

CUSCIENZA LODDA (poesia in messinese)

A MANU PA CUSCIENZA SANNA PASSARI CHI
DILL'ITALIA VOLI LU MALI.
A MUFFUTTUNI L'ANNA PIGLIARI
CU NON CANCIA I COSI E NU GRAN MAIALI.
A GENTI NON PO MORIRI I FAMI
PI 'CUPPA I STI FITENTI
CHI DI SOCIETA' NON SANNU NENTI.
QUANNU FINAMMENTI A GENTI SCINNI PI STRADA
E A CUMMINARU LODDA E 'NSIVATA
SULU ALLURA SI PIGGHIUNU INSUTTI A SCUTULATA.
I POVERI VECCHIAREDDI CHI NON CIA FANNU 'CHIU
'CU NA PINSIONI
CHI IONNU PI IONNU MORI.
PASSATIVI A MANU PI LA CUSCIENZA
VUI ARRAFFUNI PARLAMENTARI
SITI SULU BONI MI VI GUANTATI LI VOSTRI DI AFFARI.
E COMU LI STIPENDI VI AUMINTATI
E NOI RUVINATI E CUNSUMATI.
VEGGOGNA VEGGOGNA PI VUI AUTRI
CHI PIMMITTITI STI TEATRI.
AH QUANNU UN IONNU VI CACATI I SUTTA
NON PUTITI CHIU' GIUCARI A PATRUNI E SUTTA.
POI SI CHI SUTTA STATI VUI
E ALLURA NON VA PIGGHIATI CU' NUI,
MA 'CA VOSTRA CUSCIENZA LODDA
CHI UNNI VI GIRATI GIRATI SI SPOCCA.
A VUI NON VI AUGURU NU BONU NATALI
MA LU PANITTUNI NTA ULA V'AVA 'NGHIUMMARI.

sabato 17 dicembre 2011

SEGUIRE IL MODELLO TEDESCO

Il modello tedesco è fondato, prima che sui sacrifici sul credo. Esso rappresenta un popolo determinato nelle proprie azioni e, soprattutto, convinto in quel che fa. La fermezza della Merkel ha una ragione di coerenza. Potrà risultare a volte sbagliata, ma coerente. Il popolo tedesco è uscito dalla crisi sei anni fa, quando si è autoimposto dei sacrifici enormi. Tutto ciò ha portato ad una maggiore produzione, e quindi, la conseguente crescita del PIL. Se, allo stato attuale, conserva una posizione dominante, ciò è dovuto a come ha seminato in passato e non può essere criticata per ciò che ha costruito (tengo fuori l'apparato bancario). Ora, da ignorante in materia, ritengo che la Germania debba rappresentare un modello da seguire per quel che concerne volontà, legalità e coerenza. Sono certo che i suoi parlamentari siano ben diversi dai nostri. Lì si dimettono per una caramella. L'altro giorno seguivo la trasmissione della Gruber su LA7. A litigare due parlamentari: una europea, l'altro italiano. Ebbene, l'italiano contestava alla collega italiana, facente parte del Parlamento Europeo determinate indennità giustificando le proprie. Atteggiamento quantomai sbagliato. Piuttosto che parlare occorre agire. Sono i fatti a testimoniare una personale volontà. Tagliare il proprio stipendio credo sia un dovere per ogni parlamentare, sia esso italiano o europeo. I fatti rappresentano l'unico bigliettino da visita da prendere in considerazione. Tutto il resto non conta ed è aria fritta.
Per cui i sacrifici bisogna farli, ma occorre essere coerenti con se stessi e con gli altri. Guardiamo all'esempio tedesco, non perchè ci stia simpatico, ma perchè ha fatto storia. Il futuro si è espresso e lo ha fatto in modo positivo sentenziando una crescita per quel paese. Perchè non prenderlo a esempio? Perchè non trarre spunto da una lezione di ordine e di civiltà intellettuale?

NON E' MAI FINITA, LA NOSTRA CASA SIAMO NOI

Voglio ringraziare sentitamente gli amici di RISINGTASTE per gli attestati di stima e per l'offerta rivoltami. Tengo a precisare che il mio blog non vuole essere un'attrattiva di denaro o di favori, bensì uno strumento di divulgazione limitato alle mie idee, giuste o sbagliate che siano. Fermo restando che ho gradito tantissimo la loro mail, così come quella di Eva e che questo mi spinge a fare sempre di più e meglio. Permettetemi però di sentirmi vicino a tutti coloro i quali soffrono per via della mancanza di un lavoro. La loro dignità, risulta, per effetto di questa grave carenza, ferita. Ma, invito tutti coloro i quali reagiscono con l'immobilismo a reagire e a sfidare se stessi. Accettate anche quei lavori che non vi piacciono, anche quelli che ritenete a torto di non saper affrontare. Anche quelli che remunerativamente parlando sono mal retribuiti. Dimostrate a voi stessi che nulla è impossibile. Vincendo questa sfida vi sentirete più forti e sarete pronti a fare vostro il lavoro dei sogni, quello in cui la libertà prevale sulla necessità. In bocca al lupo a tutti voi (me compreso).

UN'IDEA PER LO SVILUPPO

Una tassa patrimoniale di almeno 10 miliardi operata sui capitali depositati e dormienti che fosse destinata esclusivamente a due operazioni:

01) 15% di tale somma da destinare a persone anziane con a carico almeno un disoccupato, sia esso ragazzo padre e non. A comprova di detta situazione lo stato di famiglia ed eventuali scontrini fiscali con apposto il codice fiscale della persona che si ha a carico;

02) La rimanente somma dell’85% da destinare a nuove attività produttive, studiate da grandi economisti nazionali di comprovata esperienza e successo. Per fornire un supporto alle singole economie territoriali carenti di PIL, verrebbero assunti tanti disoccupati con a carico coniugi e/o figli dell’area di residenza dei fornitori di capitali (qualora essi risiedessero nelle zone depresse del Paese) sottratti loro secondo apposite normative fiscali in percentuale all’intero ammontare della somma recuperata. Coloro i quali apporteranno i capitali, se lo vorranno, potranno aggiungere un surplus in denaro sul quale poi verrà riconosciuto un dividendo sugli utili realizzati. I locali pubblici improduttivi e/o sequestrati alla mafia verrebbero messi a completa disposizione dei piani di sviluppo. Il compenso ai disoccupati neo dipendenti verrebbe elargito secondo i compiti svolti in modo del tutto meritocratico (maggiore produttività, maggior compenso).
I controlli relativi alle persone a carico sarebbero particolarmente serrati e oculati, onde evitare elargizioni sperequate non dovute, con sanzioni particolarmente gravose a carico di eventuali falsi dichiaranti. Particolare attenzione verrebbe rivolta alle dichiarazioni ISEE, con eventuali approfondimenti patrimoniali.

domenica 11 dicembre 2011

Mi rivolgo a te che sei parlamentare

"Perchè il popolo italiano deve fare sacrifici. Perchè l'Italia deve capire che deve rimboccarsi le maniche." Noi si, voi no. Per la serie, quando l'equità è in realtà iniqua. Parlo con te si. Tu che sei un politico. Tu che puoi permetterti tutto: vacanze ai Caraibi, mignotte e trans, Yatch lussuosi, feste e festini, appartamenti e attici di lusso, nonchè SUV e quant'altro. Mi fermo qui perchè la lista è lunghissima e le mani mi fanno male. Ma ci pensi? Rivolta in Parlamento perchè vuoi che noi italiani continuiamo a contribuire al mantenimento della tua vita agiata. Non credi che saremmo masochisti e complici delle tue angherie unite a quelle degli altri? Non credi che da parte tua e dei tuoi compari sarebbe, quantomeno, un gesto di equità fare delle "rinunce"? Lascia perdere il fatto che nel computo del pil nazionale sarebbe poco influente il gesto tuo e dei tuoi colleghi. Si tratta di mandare un segnale di coerenza ai tuoi concittadini, nonchè tuoi elettori. Invece, tu che fai? ti incazzi! Qui caro amico parlamentare ad incazzarci dovremmo essere noi italiani. Qui ad incazzarsi dovrebbero essere tutti quegli anziani che vanno avanti con 500 euro al mese. Tanti soldi vero? Già, spendono troppo e pretendono pure di mangiare e di curarsi! No, scusami hai ragione tu, forse chiedono troppo. E ringrazia Dio che siamo persone civili e, forse, fin troppo comprensive, altrimenti ti manderei a svolgere il tuo "lavoro" nei paesi arabi e mediorientali. Voglio vedere come alzi la voce lì. E lo so avresti paura, tanta paura. Allora sii bravo tu e tutti gli altri. Comincia a rinunciare a tutti i tuoi privilegi. Mettiti al servizio della gente e vedrai come le cose cambieranno in meglio. Ti dico di più, io al tuo posto sarei felice di rinunciare a parte della mia paga per aiutare la mia gente. Ne sarei orgoglioso, e soprattutto, sarei coerente e con la mia coscienza pulita. Si lo so, parlare di "coscienza" risulta essere pesante per te e per gli altri. La cosa da molto fastidio. Ma che vuoi farci? Io nel mio piccolo, e parlo per la stragrande maggioranza degli italiani che si fanno il mazzo, credo di averla. A me al contrario di te, da molto fastidio invece non averla. Avere la coscienza sporca amico mio non è una bella cosa. Allora comincia a metterla in lavatrice, e se vuoi, aggiungi un po di candeggina e di ammorbidente così che venga fuori pulita. 

Ringraziamenti


Con molto piacere accolgo gli attestati di stima di Eva Alberti, collaboratrice presso la società “Jooble”, della quale pubblico integralmente la mail, nella speranza che anche il suo lavoro possa contribuire fattivamente alla costruzione di un’Italia migliore per i giovani e non solo. Desidero ringraziarla per aver dedicato del tempo alla lettura dei miei articoli e, per aver letto (tra le righe) il vero significato degli stessi, aldilà delle semplici parole. Mi sembrava giusto darle risalto, anche per aiutarla nel proprio compito. Grazie per l’attenzione a tutti voi. Di seguito la mail.

“Ciao!

Volevo solo ringraziarti per questo blog ottimo senonlavoro.blogspot.com.

Voglio ringraziarti per il blog meraviglioso. Ho letto il primo post "SARO' UN ANELLO" e dopo di questo ho trascorso con un gran piacere un ora sul tuo blog :) Tutto è scritto correttamente, è interessante e di facile lettura. Mi è piaciuto molto il tuo post "Il precariato senza garanzie".

Io lavoro nella società Jooble, aggreghiamo le offerte dei posti vacanti in tutto il mondo. Il mio lavoro è quello di convincere i blogger di collocare i link al nostro sito. A me piace molto il mio lavoro. Abbiamo un team amichevole e una buona direzione, ma purtroppo io non ho idea come convincere un blogger di inserire il link ad noi, ed ho paura che mi possono licenziare per questo motivo :( Ed anche adesso, invece di inviare mila delle lettere su blog diversi, stavo leggendo il tuo blog. A dire il vero, non sono proprio sicura che il link sul nostro sito "Italy" "jooble-it.com", sarà opportuno per il tuo blog, ma se lo conti possibile - ti mando un enorme GRAZIE!!! Il nostro sito è davvero bello, aiuta di grande a trovare il lavoro. Ti auguro una buona giornata! Grazie ancora per il blog interessante. Scrivi di più!”

domenica 23 ottobre 2011

SARO' UN ANELLO

CATENA UMANA INTORNO AL COLOSSEO




Una forma di manifestazione pacifica per protestare contro il malgoverno, il signoraggio bancario e monetario, a sostegno della democrazia reale.
Più di 600 manifestanti si legheranno, mano  nella mano, avvolgendo il Colosseo, monumento storico ed emblema di Roma. La partecipazione fattiva delle persone viene ritenuta fondamentale, anche per fugare qualsiasi dubbio sulla natura pacifista degli Indignati italiani, in virtù dei fatti accaduti il 15 ottobre scorso.
L’evento, che si svolgerà il 4 dicembre prossimo, riveste un significato non solo simbolico, ma pratico. Anticipa di qualche giorno la commemorazione del 10 dicembre in cui ricorre il 63° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani in Italia e nel mondo, in cui si afferma la garanzia del primato della persona e della sua dignità su basi concrete di libertà ed uguaglianza.  
Obiettivo questo da raggiungere quanto prima, data la continua devastazione operata dai governi del mondo nei confronti di cittadini i quali rivendicano il rispetto dei propri diritti negando categoricamente lo status di privilegi che spettano soltanto a pochi eletti.
L’evento sarà corredato da azioni collaterali pacifiche, ancora da stabilire, e si ripeterà in altre città italiane presso palazzi o monumenti storici rappresentativi.
Gli eventi hanno scopo sperimentale, in attesa di formare un unico evento che vedrà il coinvolgimento dell’intera nazione da nord a sud. Un’immensa catena umana lunga 1200 km che vedrà il coinvolgimento di un milione e mezzo di italiani. La catena si terrà il prossimo anno nel mese di maggio.
Su facebook è stata creata una apposita pagina dove sarà possibile aderire alla manifestazione del 4 dicembre, indicando nome e cognome. Si raccomanda a tutti il rispetto dell'impegno preso onde scongiurarne la mancata riuscita. Verrà anche allestito un sistema di controllo interno, onde evitare eventuali intrusioni esterne. In tal senso è richiesto un estremo atto di sensibilità e collaborazione da parte di tutti i presenti. In ogni caso daremo continui aggiornamenti sul numero di partecipanti e delle news su manifestazioni collaterali. Di seguito il link della pagina su facebook:


venerdì 21 ottobre 2011

Il precariato senza garanzie

Lavorare 8 ore al giorno per 400 euro al mese non è certo il massimo della vita. Eppure, con i tempi che corrono tutto fa brodo. La cosa sconvolgente è che non esistono tutele giuridiche atte a salvaguardare il giorno di assenza in caso di malattia. Chiunque sia in possesso di un contratto a progetto, qualora dovesse mancare poichè febbricitante o a causa di un funesto fenomeno naturale, vedrebbe il proprio stipendio decurtato di un giorno lavorativo. Per cui, ragazzi, qualora vi accadesse un qualsiasi evento indipendente dalla vostra volontà, fate un mea culpa perchè tanto sarà esclusivamente colpa vostra e come tale verrete puniti. Assurdità tutta italiana, quella di non prevedere, inoltre, alcun ammortizzatore sociale per chi vive in prospettiva di una eventuale perdita del posto di lavoro. Contratti in scadenza a: 1, 3, 4 mesi non presentano alcuna tutela per il futuro. Se hai perso il tuo impiego sono affari tuoi, anzi, peggio per te che non hai trovato di meglio da fare. Potevi andartene in giro a cazzeggiare, invece, di sbuffare soltanto perchè hai un contratto che ti lascia soggetto a tutte le "intemperie" della società. Ma chi ti porta a cercarti un lavoro???, non hai pensieri per la testa evidentemente! E allora, quando ci sono ragazzi disposti anche alle sfide, a lavorare soltanto a provvigioni, senza alcuna tutela previdenziale, e che, nonostante tutto, si tuffano in una nuova avventura cosa dire???. Bravi o fessi??? Io opto decisamente per la prima. Ritengo decisamente ingiusta e disumana la struttura dei contratti a progetto. Purtroppo, però, occorre accontentarsi e, oggi come oggi, diventa impossibile pretendere di più. Ciò non giustifica, in ogni caso, una forma contrattuale che va decisamente contro il lavoratore, il quale deve affrontare quotidianamente condizioni avverse. Il fucile gli viene puntato contro implacabile: o produci o vai a casa. Mi piacerebbe vedere tanti politici con il contratto a progetto, forse le cose in Italia cambierebbero. O produci leggi valide e sei al servizio del Paese o sei fuori. Guardando l'altro lato della medaglia, meglio poco che niente!. Per cui, in definitiva se vuoi lavorare il lavoro c'è. Sfida te stesso ed il futuro; spogliati di qualsiasi diritto conquistato negli anni e prega il Signore che il contratto ti venga rinnovato. In bocca al lupo a tutti i ragazzi che accettano di sfidare se stessi tenendo duro accontentandosi di quel poco per sopravvivere.

sabato 8 ottobre 2011

... E VENNE IL 15 OTTOBRE


Una nuova alba plumbea piombò sui cieli di Roma. Il tumulto era nell’aria. Il 15 ottobre era arrivato. Sin dall’alba mi ero premurato per uscire, certo che quel giorno sarebbe stato speciale, importante. La tensione si avvertiva dalla sera prima. Non riuscivo a dormire. Una serie di mezzi pubblici mi attendeva, ed io trepidante aspettavo di cogliere i visi di coloro che, avrebbero rappresentato i miei compagni di viaggio. Molti di loro, ignari, di cosa sarebbe successo di li a poco, traspiravano il consueto viso crucciato. Il solito tram tram quotidiano si era dissolto. Era sabato ma le preoccupazioni ed i drammi emergevano come e più di prima. Le tv, le radio ed i giornali non facevano che sputacchiare qua e la le solite notizie depressive e, nella maggior parte, inutili. Non riuscivo a comprendere, come mai, non abbiano ancora intrapreso una strada diversa. I politici sempre in primo piano. Non riescono a capire che alle persone, ben poco importa se un politico compie un viaggio all’Estero o se sbraita contro un “rivale” dell’opposto schieramento. Le cavolate di Bossi, il disfattismo, le divisioni geografiche. Tutto questo è aria fritta.
Nel pensare mi guardavo intorno. Il sole tardava a venire. Fra me e me pensavo: “vuoi vedere che oggi piove?, e se così fosse potrebbe essere il segno del destino? “. Io francamente speravo facesse bel tempo, ma nelle tragedie, nelle giornate importanti e drammatiche, sembra che tutto intorno, si crei una sorta di atmosfera di presagio. Il trenino nel frattempo andava sui soliti binari usurati dal tempo. Ogni tanto un sussulto mi portava alla realtà. Già la realtà che stavo vivendo. Per un solo istante sentivo che le attenzioni si spostavano sui miei gesti, sulle moine, e sui dialoghi solitari. Qualcuno mi puntava addosso i suoi occhi e sembrava annuire. Ho provato a leggerli: “credici, è possibile”, altri dai volti imperturbabili mi circondavano: “chissà quanti di loro scenderanno in piazza stamane?” mi chiedevo; me lo chiedevo continuamente. Immaginavo una Roma sovrappopolata. Gente proveniente da ogni luogo, anche quello più remoto. Provavo una profonda ammirazione per coloro che, da soli e a loro spese, si erano presi la briga di macinare centinaia di chilometri, senza sapere cosa ne sarebbe stato di loro e cosa avrebbero ricavato da quella giornata tanto agognata ed attesa. “Ammirevole!, semplicemente ammirevole”. E mentre mi gongolavo per un successo sperato, ma aleatorio, immaginavo il caos nelle piazze, le urla degli incazzatos. Operai, impiegati, gente del ceto medio pronta a dire la propria e, soprattutto, ad esternarla. Tutti insieme per un unico obiettivo. “Ma un attimo… e quelli ricchi? I ricchi da che parte stanno? cosa faranno o penseranno oggi?”  La risposta la conoscevo già. “E i sindacati?, i gruppi pacifisti?” Beh la risposta in questo caso non la conoscevo. “Allora quanti saremo oggi?”, domanda inutile; avrei dovuto attendere molto poco per saperlo, anche se l’orologio segnava ancora le sette.

Ore 08:00

Al secondo mezzo pubblico consecutivo il mio cuore pulsava forte. Un leggero timore ogni tanto infilzava la mia mente: “spero proprio che non si verifichi qualcosa di grave e, soprattutto, nessuno si faccia male”. La paura che, innocenti, potessero subire dei danni fisici, a volte, mi tormentava: “non sarebbe giusto! Sommare oltre al danno la beffa”. Un popolo martoriato da molti anni, a crescita zero, che conosce la fame, che quando si alza la mattina e apre il frigorifero lo trova miseramente vuoto, che non sa come fare colazione. “Oggi che mangeranno i miei figli?”. Mi mettevo nei panni di chi deve sfamare oltre la propria altre 2, 3, 4, 5 o più bocche. “Ma si! va a rubare che tanto è lecito quando un governo non ti aiuta.” e, nei nuovi provvedimenti, ha in mente di mandare in panchina parecchi anziani e indigenti, pensavo. “Tanto i politici rubano da decenni, con la differenza che non ne hanno alcuna necessità di farlo; un padre di famiglia si però.
La mia mente elaborava, elaborava, elaborava di continuo.
Pensava che tutto questo era incredibile!.

Ore 08:10

Giunto a Termini, crocevia per passeggeri locali e fuori porta, mi sedetti su di una panchina. Treni che arrivavano, mentre altri partivano. La voce dello speaker della stazione annunciava frenetica gli orari di partenza e le variazioni in tema di binari. Il solito via vai di uomini di affari con la 24 ore andava a prendere una brioche ed un caldo caffè. Il tintinnio di bicchieri e cucchiaini era di famiglia; tipico dei bar affollati, distanti decine di metri da cui poco prima sbirciavo quasi rammaricato: “invidio queste persone che possono permettersi tutti i giorni un caffè ed una brioche”.
Giù sulla panchina trepidavo e mi chiedevo come riconoscere i primi arrivi di indignati. Del tutto impossibile farlo: “mica è una partita di calcio che riconosci sciarpe e gli strombettii dei più caldi”. Allora, mi concentravo nell’immaginare le piazze piene che la gente non cammina. Dove la sudata è di rito, così come la puzza di ascelle: “meglio, ciò vuol dire che siamo in tanti”.
“Chissà se Walter sarà puntuale!”, mi chiedevo.

Ore 10:00

Il corteo muove i primi passi, si popola sempre più. Automobilisti incavolati e dal clacson facile compiono manovre nevrotiche con il rischio di commettere qualche imprudenza. “Cosa aspettano a lasciare il loro catorcio e ad unirsi a noi?”. “Piuttosto che suonare all’impazzata unitevi a noi!”, gridavo all’impazzata. “Macché questi se ne f….. “. Avrei preso ognuno di loro per il bavero e trascinato per strada con l’obiettivo della piazza. Tutti, ma proprio tutti: postini, barboni, baristi, taxisti. Chiunque mi capitasse sottomano.
La gente, intanto, si popolava di vocii qua e la e si popolava di nuovi arrivati. “Dove andiamo?: Piazza San Giovanni o Monte Citorio?”, alcuni chiedevano. L’indecisione regnava. Fino a pochi giorni prima mi ero lamentato perché, a mio avviso, andava stilato un programma ben preciso, proprio per non lasciare impreparati i manifestanti. Io, per mio conto, mi consultavo con Walter. Sapevo già che sarebbe stato costruttivo e valido il progetto comune.

Ore 11:00

… sta a tutti noi scrivere il seguito della giornata. Un diario che va assolutamente ultimato, raccontato, ma soprattutto vissuto.
TUTTI INSIEME IL 15 OTTOBRE PER DIMOSTRARE IL NOSTRO DISAPPUNTO AL MONDO INTERO. FACCIAMO SI CHE L’ITALIA, PER UNA VOLTA, VENGA CONSIDERATA TERRA DI UN POPOLO UNITO E COESO. UN POPOLO STANCO DI DISPREGIATIVI COMMINATI DAGLI STRANIERI. UN POPOLO DERISO ED UMILIATO, AL QUALE SI ATTENTA LA PROPRIA DIGNITA’.  E’ ORA DI DIRE BASTA!.

Salvatore Castorina

venerdì 16 settembre 2011

L'ECONOMIA ITALIANA OGGI

"Mentre l'impatto del settore liberalizzazione e le privatizzazioni possono essere positivi sulla crescita a medio termine, i tagli di bilancio possono avere effetti molto negativi sul breve termine e sulla dinamica del PIL. Ci aspettiamo la crescita del PIL italiano per azzerare il deficit di bilancio entro il 2012/2013".

Un anonimo funzionario di lingua tedesca ha dichiarato in via ufficiosa ai giornalisti di Der Spiegel: “un paese come l'Italia non può essere salvato".

La BCE fa un passo indietro
I mercati del debito italiano sono molto più calmi questa settimana di quanto lo fossero la settimana scorsa prima. Evidentemente c'è una semplice spiegazione per il fenomeno, e cioè che il livello dei rendimenti dei titoli italiani è ormai più o meno completamente garantito dalla Banca centrale europea (BCE). Sistematicamente e minuziosamente, il rendimento dei titoli italiani in dieci anni viene mantenuto intorno al livello del 5% da un team di commercianti di bond dedicato a banche centrali nazionali sparsi per la zona euro.

Il processo attraverso il quale si ottiene questo risultato non è poi così dissimile da altri interventi più comuni delle banche centrali, per esempio per indirizzare un certo tasso di cambio, o un dato tasso di interesse overnight. In sostanza, quando il rendimento supera una determinata soglia della BCE è semplice intervenire e acquistare obbligazioni. Questo è accaduto le scorse settimane per la somma di circa 22 miliardi di euro, con titoli in corso di acquisizione da una serie di 5 paesi UE periferici, anche se non sappiamo quanto gli acquisti sono stati suddivisi a livello nazionale. Una cosa era certa, ci sono state molte obbligazioni italiane nascoste da qualche parte.

Il problema per la banca è ora quello che avviato un programma come questo, non esiste un modo facile per smettere. Nonostante le molte voci che sostengono il contrario, il problema in Italia non è semplicemente una liquidità a breve termine (finanziamento di un disavanzo), ma si tratta di una solvibilità a lungo termine (gestione di un enorme cumulo di debito e crescita, allo stesso tempo). Mentre nel paese è stato a lungo mantenuto un avanzo primario, il peso del debito è andato alla deriva costantemente in avanti e verso l'alto. L'Italia è stata presa dal dilemma. Con una bassa crescita dell’inflazione è necessario essere in grado di rendere i conti in equilibrio, ma questo rende l’eccesso di inflazione un problema per la competitività del Paese. Se si sceglie di implementare le riforme necessarie per rendere l'economia più competitiva allora non aumenta l'inflazione, e se si azzera il deficit, nel frattempo, non si ottiene la crescita. Questo è un gioco a somma zero in cui tutti i numeri non tornano.
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