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sabato 15 giugno 2013

LAVORARE IN GERMANIA


Se avete l’intenzione di trovare lavoro in Germania e desiderate ottenere informazioni complete sul paese di destinazione consultate il “CAM”: Agenzia federale per il lavoro. Esso offre indicazioni complete circa il permesso di lavoro ed il permesso di soggiorno. Contiene principi giuridici nonché pubblicazioni e link aggiuntivi. Offre un primo orientamento suI controllo dell’immigrazione e fornisce informazioni utili al fine di ottenere un permesso di lavoro per poter lavorare in Germania. Sono disponibili, inoltre, informazioni dettagliate relative ai seguenti settori:

-         -  Aiuto domestico per famiglie che necessitano di cure;
-          - Occupazione per artisti stranieri;
-          - Lavori estivi per gli studenti;
-          - Stage per studenti;
-          - Consulenze legali per emigrati.

Il rilascio del permesso di lavoro e/o permesso di soggiorno avviene per tutti i cittadini degli Stati membri dell’Unione europea che ne facciano richiesta. Unica eccezione per i membri degli stati UE Romania e Bulgaria ai quali si applicano disposizioni transitorie alternative al permesso di lavoro.


I cittadini di altri paesi devono lavorare per ottenere un permesso di soggiorno. Solitamente deve essere approvato dall’Agenzia federale del lavoro. Solitamente interviene un’autorità di immigrazione nazionale tedesca a compiere una missione diplomatica al fine di mediarne l’approvazione. Esistono inoltre regole speciali per i cittadini dei seguenti paesi: Australia, Israele, Giappone, Canada, Corea, Nuova Zelanda, Stati Uniti. I membri di questi stati possono ottenere il permesso di soggiorno necessario  soltanto dopo che le autorità competenti in materia di immigrazione tedesca abbiano rilasciato un’apposita autorizzazione. Da annotare che essi possono lavorare soltanto dopo aver ottenuto apposita autorizzazione e non prima che ciò avvenga. L’AE ed il CAM sono gli uffici competenti per il rilascio dei permessi di lavoro per lavoratori stranieri. Nei siti di loro pertinenza si possono trovare tutta una serie di informazioni  utili a trovare datori di lavoro e lavoratori e tutto ciò che c’è da conoscere per la presentazione delle domande. Altre informazioni generali su come vivere e lavorare in Germania, riconoscimento delle qualifiche, opportunità di lavoro e sicurezza sociale si possono trovare sulla piattaforma internet della International Personnel Services CAM all’indirizzo: www.zav-auslandsvermittlung.de/deutschland e sul portale EURES (European Employment Services all’indirizzo: http://ec.europa.eu/eures

giovedì 6 giugno 2013

LA STAFFETTA


Il governo Letta intendeva proporre una sorta di "staffetta" per dare concretamente lavoro ai giovani per sottrarlo agli anziani. Il suo obiettivo quello di trovare una occupazione ad almeno 100 mila ragazzi. Questa politica del lavoro è stata però bocciata in ambito europeo. In effetti, spostare il problema non è la soluzione corretta per risolvere l'annosa questione. Un po’ come la coperta corta che scopre i piedi per coprire la testa e viceversa. In realtà non esiste una strategia vera e propria, ma un’accozzaglia di idee confuse, in piena contraddizione tra loro stesse. Il vertice con a tema la disoccupazione, istituito tra i maggiori paesi europei: Spagna, Germania, Francia e Italia che si terrà a Roma nei prossimi giorni  potrebbe portare a frutti insperati fino ad oggi; anche se concretamente non si vede all’orizzonte uno spiraglio. Il problema non riguarda solo l’Italia ma l’intera Europa che accusa un calo significativo nei consumi interni (eccezion fatta per la Germania), e quindi, una necessità di manodopera inferiore rispetto a quella attuale. Tra l’altro appositi studi confermano un calo nell’occupazione esistente, pari a circa 300 mila unità, entro l’anno. L’immissione sul mercato dei disoccupati (pari a 3 milioni circa) comincia a preoccupare seriamente la settima potenza industriale al mondo. I valori attuali di disoccupazione, infatti, ricordano il periodo del 1977, anno in cui si registrò il tasso di disoccupazione più alto nell’ultimo mezzo secolo. Risvolti di crisi si osservano quotidianamente, con un crescente malumore registrato in buona parte dei paesi continentali. Ma, se non si riprendono i consumi, se non si crea nuova domanda, se non si sostengono le imprese, difficilmente si verrà a capo di una questione strutturale che avvinghia l’intero Paese e buona parte d’Europa. In Giappone, dove l’inflazione era pari a zero, e dove l’economia era stagnante  si è provveduto ad innalzare i prezzi di mercato. Ciò è il risultato di nuova e copiosa immissione di denaro. I nipponici, tra i popoli con più alto debito pubblico, hanno dato, in questo modo, una violenta scossa all’inflazione. In definitiva, occorre una serie di pacchetti ministeriali che vada in un’unica direzione: quella di non intaccare il lavoro esistente per produrre richiesta di lavoro, e quindi, manodopera, in modo da formulare un numero di provvedimenti immediati e con prospettiva a medio e lungo termine. Se non si creano, infatti, le condizioni per “seminare” il campo esso mai fiorirà.

lunedì 3 giugno 2013

OLANDA: L’AUSTERITA’ TEDESCA E’ FUORIMODA


Si riduce la linea dura tedesca e i paesi della zona euro hanno abbandonato la politica della fermezza. Potranno portare in deficit il bilancio. La Germania riconosce come la sua tanto auspicata austerità sia andata troppo oltre. Si potrà, quindi sforare il 3% della produzione annuale. La fiducia nella ripresa economica degli Stati Uniti, nel frattempo, rende il valore del dollaro, a cospetto delle altre principali valute, più forte, raggiungendo il livello più alto negli ultimi nove mesi. L’euro si è frattanto indebolito. Le grandi banche olandesi, infatti, prevedono una diminuzione che oscilla di circa 0,05: passando da 1,25 a 1,20 nello scambio con il dollaro. L’indebolimento dell’euro non è solo il risultato dei problemi in corso in Europa, ma il frutto di una politica non coesa.
La Banca centrale europea ha dichiarato di non avere alcuna intenzione di tagliare ulteriormente i tassi di interesse. Cosicché i banchieri centrali dovranno accettare una lenta ripresa economica, senza contare nell’aiuto della BCE.
Il Presidente Mario Draghi ha ipotizzato aspettative di crescita negative. Il valore del dollaro sta ad indicare, ad esempio, come le aziende di mais e soia spendano di più, in quanto le imprese di mangimi composti sono diventate più costose. Anche il petrolio, tipicamente regolato dal dollaro è quindi divenuto più costoso.

La debolezza dell’euro, implica delle importazioni più care. Importanti aree del sud Europa sono diverse rispetto alla Germania, alla Francia e ai Paesi Bassi con una moneta debole che risulta poco competitiva nel mercato mondiale. Le prospettive di esportazioni olandesi, per una buona parte dell’agro-alimentare continuano secondo i livelli di pianificazione centrale. La contrazione dell’economia olandese nel 2013 è dovuta principalmente ad una diminuzione della richiesta da parte del mercato interno. Solo in Grecia il consumatore diventa ancor più pessimista. Prognosi: euro debole.
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