Ma dove sono le politiche del
lavoro? Ma dove sono i famosi provvedimenti che dovevano incrementare le nuove
assunzioni? La gente non ne può più. Signori la gente è stanca di sentirsi
dire: bla bla, bli bli. La gente necessita di fatti e non di chiacchiere “pre-elettorali”.
Il duo Renzusconi sta preparandosi per l’ennesima presa per i fondelli agli
italiani, che, puntualmente abboccheranno alle balle colossali. “Faremo questo,
faremo quello…”. Anche il signor Letta aveva promesso nuovi posti di lavoro per
i giovani. Ma questi posti dove sono? Di certo la disoccupazione galoppante
(oramai a livelli insostenibili) l’unica certezza che i giovani hanno. E allora
di cosa parliamo??? Questi pensano alle loro poltrone, ai calcoli di palazzo,
agli intrallazzi, ma agli italiani chi pensa??? Attenzione però che la colpa è
anche nostra. Dimostriamo ogni giorno di più di essere e permanere ingenui e
fessacchiotti. Invece di lottare per i nostri diritti, di far valere la nostra
sovranità siamo come pecore che attendono una guida forte. Abbiamo bisogno di
essere pilotati, guidati, soverchiati e sovrastati da coloro i quali a tutto
pensano, tranne che alle nostre necessità di normali cittadini di uno Stato da
60 milioni di anime. E allora la soluzione dove la si trova? La soluzione è la
democrazia diretta, quella dove finalmente i cittadini prendono pieno possesso
e controllo della “cosa” pubblica. Perché demandare agli altri ciò che un
popolo organizzato può fare? I tempi si evolvono e le necessità aumentano. Si
incrementa il bisogno di legalità, si ha fame di giustizia e di equità. Ma
soprattutto si ha fame e basta direbbe qualcuno. Guardiamoci intorno: suicidi
(la media di uno al giorno), furti di cibo operati anche da persone anziane (e
ti credo con 400 euro di pensione!). Gente apparentemente “ricca” che scava
nell’immondizia. Ma che Paese è questo? E della sanità? E dei diritti della
società? I diritti dell’uomo? Chi tutela la nostra dignità? Ma ve lo siete
chiesto o no? E allora vediamo, insieme, di rispondere a tutti questi
interrogativi. Facciamolo nel migliore dei modi, onde evitare ulteriori “massacri”
sociali. Una vera e propria mattanza alla quale i ricchi assistono
indifferenti, quasi soddisfatti, di ciò che si è creato intorno a loro.
Attenzione! Non si tratta di disfattismo, poiché sono certo che, in realtà, i
ricchi possano e debbono rappresentare una risorsa per noi italiani.
Convertiamo il loro modo di pensare e mettiamolo al servizio del Paese; al
servizio dei ceti medio-piccoli.
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domenica 16 febbraio 2014
QUESITI
giovedì 6 giugno 2013
LA STAFFETTA
Il governo Letta intendeva
proporre una sorta di "staffetta" per dare concretamente lavoro ai
giovani per sottrarlo agli anziani. Il suo obiettivo quello di trovare una
occupazione ad almeno 100 mila ragazzi. Questa politica del lavoro è stata però
bocciata in ambito europeo. In effetti, spostare il problema non è la soluzione
corretta per risolvere l'annosa questione. Un po’ come la coperta corta che
scopre i piedi per coprire la testa e viceversa. In realtà non esiste una
strategia vera e propria, ma un’accozzaglia di idee confuse, in piena
contraddizione tra loro stesse. Il vertice con a tema la disoccupazione,
istituito tra i maggiori paesi europei: Spagna, Germania, Francia e Italia che
si terrà a Roma nei prossimi giorni
potrebbe portare a frutti insperati fino ad oggi; anche se concretamente
non si vede all’orizzonte uno spiraglio. Il problema non riguarda solo l’Italia
ma l’intera Europa che accusa un calo significativo nei consumi interni
(eccezion fatta per la Germania), e quindi, una necessità di manodopera
inferiore rispetto a quella attuale. Tra l’altro appositi studi confermano un
calo nell’occupazione esistente, pari a circa 300 mila unità, entro l’anno. L’immissione
sul mercato dei disoccupati (pari a 3 milioni circa) comincia a preoccupare
seriamente la settima potenza industriale al mondo. I valori attuali di
disoccupazione, infatti, ricordano il periodo del 1977, anno in cui si registrò
il tasso di disoccupazione più alto nell’ultimo mezzo secolo. Risvolti di crisi
si osservano quotidianamente, con un crescente malumore registrato in buona
parte dei paesi continentali. Ma, se non si riprendono i consumi, se non si
crea nuova domanda, se non si sostengono le imprese, difficilmente si verrà a
capo di una questione strutturale che avvinghia l’intero Paese e buona parte d’Europa.
In Giappone, dove l’inflazione era pari a zero, e dove l’economia era stagnante
si è provveduto ad innalzare i prezzi di
mercato. Ciò è il risultato di nuova e copiosa immissione di denaro. I
nipponici, tra i popoli con più alto debito pubblico, hanno dato, in questo
modo, una violenta scossa all’inflazione. In definitiva, occorre una serie di
pacchetti ministeriali che vada in un’unica direzione: quella di non intaccare
il lavoro esistente per produrre richiesta di lavoro, e quindi, manodopera, in
modo da formulare un numero di provvedimenti immediati e con prospettiva a
medio e lungo termine. Se non si creano, infatti, le condizioni per “seminare”
il campo esso mai fiorirà.
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