lunedì 10 marzo 2014

SEI ASSENTE? NON TI PAGO!


Basta con gli stipendi da nababbi fondati sul nulla! Una costante non partecipazione non può consentire di percepire un intero stipendio. Ieri, durante la trasmissione de “La Gabbia” su LA7, è stato fatto il punto sulla situazione relativa agli assenteisti in Parlamento. C’è, addirittura, chi ha sole due presenze su più di mille votazioni. Tutto ciò è inammissibile in un paese normale! Chi non partecipa ai lavori parlamentari non ha diritto alla retribuzione. In tempi non sospetti avevo elaborato una sorta di tabella mediante la quale retribuire i parlamentari. I parametri da rispettare sono i seguenti:

-          - Ore di presenza in Parlamento.
-          - Punti programmatici rispettati.

Combinando i due parametri arriveremmo ad una busta paga che sia adeguata al ruolo di un parlamentare. Data l’alta percentuale di assenteismo il Paese risparmierebbe decine e decine di milioni di euro. Mentre risulta abbastanza semplice il calcolo del primo parametro (un terzo del totale dell’emolumento lordo diviso il numero delle ore di presenza), la spiegazione si fa più complessa nel secondo punto.
I punti programmatici derivano da una precedente campagna elettorale nella quale un partito e/o una coalizione preparano dieci punti fondamentali da esporre (secondo modalità precise) all’intera popolazione italiana, attraverso i noti strumenti di diffusione (quotidiani, internet, affissioni presso i comuni). Su questi ruota l’intera campagna, poiché in caso di vittoria delle elezioni essi costituiscono i punti attraverso i quali pagare i parlamentari del partito o coalizione vincente; ovviamente in caso di effettiva realizzazione degli stessi. L’opposizione seguirebbe, invece, una strada diversa:

-          - Ore di presenza in Parlamento.
-         -  Numero di provvedimenti votati.


In definitiva, allo stato attuale, non esiste un piano “produttività” che anche questi signori dovrebbero rispettare (come in una qualsiasi azienda privata). Se un lavoratore dipendente privato fosse presente un giorno su sei verrebbe sbattuto fuori a calci nel sedere. Utilizzando, invece, questi due parametri terminerebbe definitivamente l’insulsa abitudine di mancare alle riunioni parlamentari. Se lavori vieni pagato, altrimenti no! E poi: quello che prometti mantieni! Quantomeno per quanto riguarda i n. 10 punti di maggiore interesse. E’ chiaro che questo rientra in un Disegno di Legge da dibattere nei particolari, anche per formare una commissione di controllo che possa verificare le effettive ore di presenza. In tal senso esistono delle modalità e degli strumenti: timbrare il cartellino in entrata ed in uscita, oppure, per quanto riguarda i punti programmatici, la Gazzetta Ufficiale potrebbe rappresentare una sorta di “sigillo” di convalida affinché un punto di programma venga rispettato a seguito dell’approvazione definitiva da parte del Presidente della Repubblica.
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