Visualizzazione post con etichetta M5S. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta M5S. Mostra tutti i post

mercoledì 8 febbraio 2017

ANDARE CONTRO



Andare contro tutto e tutti è decisamente lo sport numero uno in Italia.
Tutti a lamentarsi di questo e di quello. Ma non si è ancora capito che lamentarsi non serve assolutamente a nulla! Il concetto di azione viene spesso sottovalutato anche a livello intellettuale.
Perché non cercare di cambiare le cose? Perché non dare una mossa ad un paese, l'Italia, che non ha altro cui pensare se non quello di debordare puntualmente chi cerca di operare "onestamente"?
E allora mi vengono in mente tutte quelle dita puntate contro la Raggi, per esempio, colpevole forse di non essere sufficientemente maliziosa da gestire evidenti situazioni di imbarazzo.
Fosse più brava a schivare il fango, a prendere in giro il pubblico, magari avrebbe sorte migliore.
Signori è evidente che i problemi di una città, figurarsi Roma, non si risolvono con un colpo di spugna. Occorre molta pazienza e molto tempo.
Ricordo il detto di qualcuno: "chi lavora sbaglia sempre". E' vero, verissimo.
In queste decine di anni abbiamo assistito al peggio che un paese possa perpetrare.
Scandali su scandali, mazzette su mazzette.
E adesso, che forse le cose possono cambiare incrementiamo la dose di disprezzo.
Additiamo a chi non è colpevole le colpe di un intero sistema soggiogato dalle belle parole,
dalle promesse dei potenti.
Consiglio ai più di guardare un bel film "L'ora Legale" di Ficarra e Picone. Probabilmente da esso si possono trarre degli spunti molto interessanti sul sistema di cose e sugli umori che aleggiano attualmente in Italia.
Poi si parla di cambiamento; quando in realtà non lo vuole nessuno, o meglio, solo se a tutela dei propri interessi personali.
Noi italiani siamo bravi ad andare contro tutto e tutti.
Però quando toccano i nostri personali interessi siamo anche pronti a non ribellarci e a pregare che le cose non cambino.
E non abbiamo etica che tenga, perché siamo purtroppo fatti così.
Personalmente provo ammirazione per coloro i quali sanno scegliere la propria classe dirigente, senza tema di smentite. Provo ammirazione per quei popoli seri e davvero coesi.
E allora andare contro avrebbe senso, ma solo dopo aver guardato dentro se stessi e aver letto la propria coscienza sociale e di voto.



venerdì 31 gennaio 2014

LA GRAVE SITUAZIONE DEL PAESE


Avevo deciso di non occuparmi più di politica. Ma come esentarsi da una situazione del genere? Credo sia dovere di ogni cittadino fornire il proprio contributo, affinché le sorti del Paese cambino rotta; una rotta che conduce ad una cascata senza ritorno. Ebbene oggi ci ritroviamo un governo a picco e le istituzioni che fanno solo il cattivo tempo. In tutto questo marasma, sottraggo sicuramente dalla gogna un movimento che è costituito da bravi e preparati cittadini che lottano e parlano con il cuore. Parlano a nome di tutti coloro i quali vogliono il cambiamento (in meglio) e non il peggioramento, o per meglio dire, l’aggravamento di un paziente (l’Italia) che rischia di entrare in coma finanziario. Già, l’alta finanza. Colei che ha distrutto i governi di molti paesi per opera di banche e personaggi affini, totalmente strafottenti ed indifferenti alle problematiche italiane (aziende e normali cittadini). E allora è arrivato finalmente il momento in cui vanno fatte distinzioni ben precise: i buoni dai cattivi, i lavoratori dai nullafacenti, i detrattori dai costruttori. Faccio chiaramente riferimento al Parlamento italiano. Fino a qualche mese fa (periodo antecedente alle elezioni) questa distinzione sarebbe risultata impossibile. Adesso il “sistema” presenta (era ora) una netta distinzione. Mi viene da sorridere quando si rimprovera ad Alessandro Di Battista ed al movimento di riferimento (M5S) di non essere “democratici”. A parte il fatto che, personalmente, ritengo significativa la frase: “gli italiani hanno fame!”; frase attribuibile a Di Battista, piuttosto che la parola “democrazia”. Democrazia è principalmente coerenza, e cioè, permettere a chiunque di esprimere la propria opinione, soprattutto in tema di riforme sulle quali poggerà le basi il prossimo Parlamento, ovvero nella nuova legislatura. Ebbene, tutto ciò non è avvenuto. Aggiungo che, per la teoria dell’alternanza, sarebbe giusto dare spazio alla democrazia diretta. A tutt’oggi i cittadini non contano nulla. Essi vengono totalmente emarginati ed abbandonati al proprio destino. “Sei disoccupato? Caro amico devi avere pazienza che forse un giorno, anzi sicuramente, troverai la giusta collocazione nel panorama lavorativo italiano”. Così ti rispondono piccoli e grandi dirigenti (siano essi locali o nazionali). Come a dire, veditela da solo che per quanto mi riguarda puoi schiattare. E allora come accettare ancora di essere presi per il culo da gentaglia senza scrupoli che bada solo alla propria poltrona? La situazione è molto grave ma solo noi cittadini per bene possiamo cambiarla, e finalmente, con una scelta, una vera alternativa ad un ventennio di governi nefasti ed inconcludenti. 


domenica 23 giugno 2013

IN PARLAMENTO CON IL CUORE

Nell’osservare l’intervento della senatrice Serra (M5S) ho provato davvero una grande commozione dentro di me. Nel suo intervento si parla di lavoro, di Sardegna, e quindi di Vinyls e Alcoa: “… Non dico una soluzione ma almeno una presa d’atto, un impegno.” Lo dice piangendo mentre una collega senatrice cerca di consolarla, incoraggiandola a continuare il proprio intervento.  Quasi implorando si dispera, impotente davanti al menefreghismo delle istituzioni. Però, al di là dei validi contenuti, voglio porre l’accento su quello che le sue lacrime nascondono: il sentire il problema della sua gente, farlo proprio e trasmetterlo nelle sedi competenti (in questo caso il Senato). E badate non è assolutamente un “particolare” da poco. Quando dietro le parole si nascondono le emozioni ciò sta a significare qualcosa. La Serra non ha dimostrato di essere fragile, almeno io l’ho vista così, anzi, al contrario, ha mostrato fermezza e determinazione. V’è differenza tra piagnisteo e pianto di rabbia. V’è differenza tra il pianto della Fornero e quello di questa donna che, a fatica ha concluso il proprio intervento. Ma il vero motivo per cui ho deciso di riportare questo episodio è il seguente: “in Parlamento con il cuore”. Ciò è quello che manca a chi riveste una ruolo importante, quale una carica istituzionale rappresentativa del popolo. Chi traspare emozioni non deve assolutamente vergognarsi; anzi al contrario se realmente rappresenta il popolo deve incarnarne le sofferenze della gente e, quindi, lo stato d’animo dei cittadini. Questo per me è rappresentanza. Il popolo non è freddo ed insensibile: al contrario sofferente, confuso e triste e apprezza le persone che agiscono con un alto dosaggio di sensibilità. Ben vengano questi interventi che, andrebbero ripresi dalle tv nazionali (a prescindere dall’ideologia politica). Sarebbe un modo per riavvicinare la gente alle istituzioni. Un modo per far capire che esiste ancora un’anima all’interno dei palazzi del potere e che non tutti sono uguali. Ci sono ancora dei politici che possono esprimere del potenziale tecnico ed umano. E’ bene metterli in evidenza ed incoraggiarli nella loro opera di sostegno per la soluzione dei problemi (soprattutto quelli legati al lavoro), affinché la gente possa comprendere che tutto è stato fatto e che nulla è stato lasciato di intentato, ma soprattutto che si senta veramente rappresentata nel proprio stato d’animo.
BlogItalia - La directory italiana dei blog antivirus gratis "Spintrade Network"